Siamo in molti a chiedercelo, noi pendolari quotidiani che tutti i giorni da Roma vanno a Napoli per lavoro. Ormai orfani del frecciarossa delle 7,25, da lunedì 14 dicembre saremo costretti a prendere l’eurostar delle 6,45 per arrivare a napoli più o meno allo stesso orario di prima, ma avendo fatto, per il mese di dicembre, l’abbonamento all’alta velocità e svegliandoci 40 minuti prima. Oppure giungere a destinazione dopo le dieci prendendo l’alta velocità delle 9. Un buco di 2 ore e 15 minuti e nella fascia d’orario essenziale per chi si sposta per lavoro dalla capitale d’Italia verso il capoluogo campano!
Pazzesco? Non per la dirigenza di trenitalia, che inspiegabilmente ha soppresso il treno 9601 delle 7,25 da Roma per Napoli.
È per questo motivo che un gruppo di pendolari, ormai amici per quotidiana frequentazione obbligata dagli spostamenti causa lavoro, ha iniziato in segno di pacifica protesta un’azione comune per portare a conoscenza dei media e degli altri viaggiatori il disagio che ci avviamo a sopportare.
Di seguito il testo e le firme raccolte per l’esposto presentato al comando di Polizia dislocato alla stazione di Napoli Centrale e la locandina della protesta da scaricare a affiggere in giro.
Invitiamo tutti i pendolari d’Italia a postare commenti all’iniziativa, sul servizio di trenitalia e sui trasporti in genere raccontandoci le proprie esperienze di viaggiatori non per caso
a presto
il gruppo pendolare del treno che non c’è.
Etichette: 25, 7, 9601, alta velocità, disagi, frecciarossa, napoli, pendolari, ritardi, roma, tav, trasporti, trenitalia, treno soppresso
21 dicembre 2009 alle 10:10
21 dicembre
il primo AV per napoli (9501) sta viaggiando con 38 minuti di ritardo
21 dicembre 2009 alle 11:31
Cari pendolari, ecco l’e-mail che ho ricevuto da Di Pietro in merito al ns problema (tratta Roma Napoli AV):
Gentile signor Langella,
il Presidente Di Pietro mi ha fatto pervenire, per competenza, la sua
cortese mail dell’11 dicembre u.s. della quale la ringrazio.
Il problema da lei rappresentato è molto grave e si inserisce in un quadro
di contrazione del servizio ferroviario a seguito del nuovo orario FFSS, che
è già stato oggetto di una nostra interrogazione parlamentare al Ministro,
sebbene con riferimento al servizio a lunga percorrenza.
Certamente ci occuperemo anche di quanto ci segnala, chiedendo che sia il
Governo e sia FFSS non penalizzino i cittadini che, come lei, devono
prendere il treno per andare a lavorare.
Un cordiale saluto
Dringa Milito Pagliara
AVV. DRINGA MILITO PAGLIARA
Responsabile Nazionale Trasporti IDV
Via di Santa Maria in Via, 12 00187 Roma
Tel. +39 06 97848144 Fax +39 06 97848355
e-mail: dringa@dringamilitopagliara.it
http://www.dringamilitopagliara.it
http://www.italiadeivalori.it
19 dicembre 2009 alle 18:42
Vi segnalo:
http://www.carlorienzi.it/?p=173
http://www.movimentoconsumatori.it/news.asp?id=4160#FS-ELIMINATI-SENZA-PREVVISO-TRENI-SU-ROMA-NAPOLI-MOVIMENTO-CONSUMATORI-E-LEGA-CONSUMATORI–%E2%80%9CUN-ALTRO-COLPO-ALL%E2%80%99ECONOMIA-PARTENOPEA%E2%80%9D
17 dicembre 2009 alle 19:54
Spero che Trenitalia fallisca prima o poi…dal canto mio, dopo tre anni di AV (e di ritardi…) prenderò l’auto per venire a Napoli e limiterò agli Intercity (di gran lunga più affidabili) le mie “incursioni” ferroviarie… non voglio più dare un euro di più a questi “Padroni del Vapore” e al diavolo se arriverò tardi in ufficio. Sono stanco di prendere “supposte”…
18 dicembre 2009 alle 11:28
Concordo con te….non ho proprio 345 € da regalare a Trenitalia.
Prenderò l’Intercity e l’automobile anche io, non ho più scelta.
Spero solo che Trenitalia faccia la fine di Alitalia ma che nessuno
la salvi…
17 dicembre 2009 alle 14:50
CARISSIMI, COME PROMESSO ECCO L’ ART.CHE E’ USCITO STAMATTINA SUL MATTINO DI STAMANE A PAG.41 ….. VEDREMO UN PO’ E IN OGNI CASO GLI SCRIVIAMO E GLI SCRIVIAMO FINO AD INTADARGLI LA POSTA ….
17/12/2009
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Anche la Regione si schiera al fianco dei pendolari. L’assessore ai trasporti Ennio Cascetta ha scritto all’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, per complimentarsi per il completamento dell’alta velocità ma anche, e soprattutto, per chiedere attenzione nei confronti dei pendolari. «Per cogliere appieno tutti i vantaggi di questa svolta epocale – scrive Cascetta – mi preme sottolinearti due casi che mi sono stati sottoposti dai cittadini utenti, che sono certo prenderai in considerazione, e che riguardano in particolare i pendolari, studenti e lavoratori: con il nuovo orario entrato in vigore il 13 dicembre scorso, il primo treno della Tav della mattina da Roma per Napoli delle 7,25 è stato soppresso, e il successivo che partiva alle 8,44 è stato posticipato alle 9. Comprenderai bene che arrivare alle 10,10 a Napoli, anzichè alle 8,35, crea ritardi intollerabili sui luoghi di lavoro e di studio (senza contare l’affollamento maggiore dovuto alla soppressione di un altro treno). Il secondo caso che ti sottopongo è quello degli abbonati che al mattino si recano a Roma da Napoli, e che con il nuovo orario hanno difficoltà a trovare un posto a sedere nell’ora di punta, in quanto tra le 7.50 e le 8.50 non ci sono più altri treni Tav (ne è stato infatti soppresso uno che partiva da Napoli alle 8.16). Trattandosi di abbonati per motivi di studio e di lavoro credo che meritino un’attenzione particolare». © RIPRODUZIONE RISERVATA
17 dicembre 2009 alle 13:55
CARISSIMI, ECCOMI DI NUOVO E PURTROPPO NN PORTO BUONE NOTIZIE…. SI E’ SAPUTO DA FONTI STAVOLTA PRATICAMENTE CERTE CHE L’ ABBONAMENTO DELL’ AV DA GENNAIO SALIRA’ A 345 EURO!!!!! INSOMMA 345 EURO DI INCULATURE CONTINUE !!!!! VI PUBBLICO DI SEGUITO IL TESTO DELLA LETTERA CHE SI TROVA ANCHE SULL’ASSOPENDOLARI.COM DEL NOSTRO AMICO ANTONIO TRANI DOVE VIENE DETTO ANCHE QUESTO!!!!! E ALLORA????? COSA VOGLIAMO FARE???? CONTINUARE A FARCI PRENDERE IN GIRO E SE NN BASTASSE ANCHE PER IL COLLETTO???? O FORSE CONCORDATE CON ME CHE CI VUOLE UNA MEGA MANIFESTAZIONE A LIVELLO ITALIA???? COMMENTATE GENTE COMMENTATE E CERCHIAMO DI FARCI SENTIRE…. RICORDATE … L’UNIONE FA LA FORZA!!!!!!
E gia, l’ha supposta Trenitalia l’ultima modifica alle tariffe. Purtroppo più che una supposizione, diventa una vera e propria supposta per i pendolari che da gennaio, vedranno rincararsi il loro abbonamento del 15%.
Le tariffe ferroviarie aumentano, la bolletta del gas aumenta, quella della luce aumenta, quella dell’acqua, prossimamente privatizzata, aumenta, la benzina aumenta, le sigarette aumentano, i poveri aumentano, i debiti aumentano, la TARSU aumenta nonostante tutta l’immondizia che abbiamo respirato e respiriamo, gli stipendi no!
Non aumentano gli stipendi piccoli ma aumentano quelli manageriali!
I politici, sempre più lontani dalle esigenze dei cittadini se ne fottono dei problemi che affrontiamo per produrre reddito.
Non è un problema loro se dal mese prossimo spenderò 345 euro per l’abbonamento del Treno, 50 per quello della Circumvesuviana e 30 per quello della metropolitana romana. Se l’ira non mi ha annebbiato il cervello così tanto, fanno già 425 euro che puntualmente offro coattamente allo Stato già il primo di ogni mese, che sommati ai 457 di affitto, fanno 882 euro che spariscono ogni mese dalle mie tasche prima ancora di entrarvi.
Allora mi sorge spontanea una domanda: ma i criminali veri chi sono? Chi decide queste vere e proprie torture o chi una mattina si alza ed esasperato e da di matto perché il 10 del mese ha già speso il suo stipendio in tasse e spese fisse necessarie?
Continuiamo a sopportare le bugie di Maurettix il quale non fa altro che ripetere che gli aumenti non sono aumenti ma nuove tariffe per nuovi servizi. Caro Moretti, hai solo più soldi di me non certo più intelligenza. E hai più soldi di me solo perché hai la fortuna di non dover sopportare tutte le supposte che siamo costretti ad infilarci ogni volta che ci offri nuovi servizi.
Ma di quali nuovi servizi parli? I treni, dall’Alta Velocità al regionale, continuano a fare schifo e ad arrivare in puntuale ritardo.
La furbata criminale di allungare i tempi di percorrenza di tutti i treni per enfatizzare la TAV, e costringere tutti ad utilizzarla, evidentemente non ha funzionato e siccome in Italia i criminali guadagnano più delle persone oneste e non dormono la notte per inventarsi nuove supposte, Trenitalia che fa? Dopo aver allungato i tempi di percorrenza appunto, allunga i tempi per la concessione dei bonus per ritardi. Infatti, adesso, per ottenere un bonus per ritardo, bisogna restare ingabbiati per 60 minuti più del previsto, e quasi ma rispettato, per essere rimborsati del 25% del prezzo pagato e 120 minuti per ottenere il 50%.
Federalizzando il discorso alla nostra regione, la Campania, le istituzioni continuano ad infischiarsene altamente di tutto questo, del resto, per il concetto enunciato prima (i politici, sempre più lontani dalle esigenze dei cittadini se ne fottono dei problemi che affrontiamo per produrre reddito), una volta arrivati a sedere una poltrona al Centro Direzionale, e messo al sicuro quindi, l’unico pertugio atto all’ingresso delle supposte, pensano solo come restare il più possibile in questa condizione.
Intanto la nuova supposta per ora, corre sui binari e chissà dove andrà ad infilarsi.
17 dicembre 2009 alle 09:24
Salve,
anche io come tanti di voi sono purtroppo stato costretto a rinunciare al treno 9601…ed al suo posto provare a raggiungere Napoli con il treno 9501.
Ed è di questo che da oggi in poi vorrei parlarvi. Diciamo che la mia intenzione è quella di monitorare gli orari reali di partenza ed arrivo di tale treno, in tempo reale! Ogni volta che prenderò tale treno, e credo questo avverrà tutti i giorni, a meno della pausa natalizia chiaramente, vi comunicherò i relai orari di partenza ed arrivo a Napoli.
Oggi 17 dic partenza ore 9:24 siamo al binario 5 provare per credere…!!! Saluti
17 dicembre 2009 alle 11:38
Salve,
riepilogando addì 17 dic 2009 il treno 9601 sulla tratta Roma – Napoli, previsto:
partenza 9:00 – arrivo 10:10
ha atteso realmente i seguenti orari:
partenza: 9:24 – arrivo 10:48
Il primo AV per Napoli da Roma è arrivato in stazione alla bellezza delle ore 10:48. Oggi è 17 che ti potevi aspettare
A domani…;-)
16 dicembre 2009 alle 15:55
Se i pendolari protestano hanno ragione
Non possono continuare a essere trattati come cittadini di serie B. Intervenga il governo
L’Italia che non va s’incontra in questi giorni nelle stazioni ferroviarie, arrabbiata e indignata per l’ennesima beffa, le attese, le corse soppresse, i vagoni sudici e sporchi, il freddo e il nuovo orario che ribalta le abitudini e provoca disagi. «Treni in ritardo, protesta dei pendolari». Sembra il titolo di un film già visto, l’ennesima replica di un brutto spettacolo, e invece è la banale sintesi di una grande vergogna che non fa scandalo perché non riempie le piazze e non sfila in corteo: la gente che viaggia ha altro da fare. Sui binari italiani non c’è solo l’orgoglio dell’Alta velocità, l’impresa meritoria delle Ferrovie che ha accorciato le distanze tra una città e l’altra.
C’è anche il mugugno costante di un esercito enorme, centinaia di migliaia di cittadini che si sentono ignorati, emarginati, inascoltati dopo anni di appelli, petizioni e promesse che la classe politica, sistematicamente, disattende.
Sono quelli che ogni giorno arrivano a Milano dall’Emilia, dal Piemonte, dal Veneto o dalla Liguria, che sincronizzano la vita con l’orario ferroviario e sono passati dall’ Espresso agli Intercity-Eurocity e adesso non trovano più le fermate intermedie, i collegamenti diretti, i riferimenti sui quali potevano contare. L’Alta velocità ha scardinato le frequenze lasciando grandi buchi neri negli orari: adesso ci sono treni che partono troppo presto e altri troppo tardi, non c’è più il Torino-Venezia, chi viaggia da Parma e Reggio Emilia è costretto a chiedere permessi in azienda, è sparito il collegamento diretto Milano-Bolzano, sulla linea di Ancona si accumulano colossali ritardi, da Genova a Macerata sono aumentati i tempi (un’ora) e i costi (venti euro), chi scendeva a Codogno per raggiungere Cremona non trova più l’interregionale delle 15.20 e perde mezz’ora ogni giorno. Per Mantova, rassegnarsi al peggio: è più veloce la tratta Milano-Roma.
Esiste un elenco infinito di casi che si sommano ogni volta ai guai del passato, un accumulo di disattenzioni e di inutili disagi che si scaricano sempre su chi ha scelto il treno per muoversi, rinunciando all’auto e a trasferirsi in un’altra città. I commenti, da una stazione all’altra dell’Italia in rotaia sono sempre gli stessi, è uno schifo, un disastro, sempre peggio. Qualcuno parla di Quarto Mondo e New Medioevo e forse esagera, ma i racconti sulla tratta Piacenza-Milano all’altezza di Lodi parlano di annunci umani che contraddicono quelli dell’altoparlante sulle fermate, di resse inverosimili nelle carrozze appena tiepide e di ingorghi al vagone ristorante del Torino-Milano per potersi sedere (poi il capostazione ha bloccato tutto e fermato il treno). Sui nuovi ES-city intanto si torna a parlare di tradotte e di tanfi d’altri tempi e un manager di lungo corso sente il bisogno di sfogarsi su un blog dei pendolari-peones per raccontare un disastroso viaggio da Milano a Trieste dopo la soppressione del Cisalpino: «Salgo su un avveniristico Freccia Bianca già insozzato di graffiti, toilette sporca in prima classe, bagno senz’acqua, riscaldamento fuori servizio a Mestre, tempi peggiorati…».
È difficile rompere il muro del silenzio politico attorno all’odissea di cittadini immeritatamente trattati come figli di un dio minore: i ministri su questi treni non ci vanno, e dai finestrini dell’Alta velocità nessun parlamentare vede la terra di nessuno che scrive ai giornali (sentendosi dire che ormai un ritardo non fa più notizia) o invoca un Gabibbo come difensore civico nazionale per avere garantito il diritto di viaggiare come si deve, su treni puliti e puntuali che tengano conto della dignità delle persone, della loro vita, e non soltanto dell’immagine e delle alchimie dei nuovi orari.
Affiora una grande zona cieca nell’Italia che prende il treno, tagliata fuori dall’Alta velocità e dai treni regionali, una vasta area grigia rimasta senza voce e senza ascolto. Se Trenitalia e Regioni non bastano a garantire maggiore efficienza e un miglior servizio intervenga il governo: è arrivato il momento di dire che i pendolari che protestano hanno ragione: non possono continuare ad essere trattati come cittadini di serie B.
Giangiacomo Schiavi (Il Corriere della Sera)
16 dicembre 2009 alle 13:49
il corriere della sera????hai modo di scaricare l’ articolo??? oppure fammi sapere dove lo possiamo trovare ….grazieeeeee
16 dicembre 2009 alle 12:55
sul corriere c’è un articolo che parla delle lamentele dei pendolari
ci ignorano
15 dicembre 2009 alle 19:10
Inizia bene il “nuovo corso” di Frenitalia e del Frecciarotta…almeno il 95% dei treni in ritardo, come vuole la tradizione! D’altronde, come si dice, “squadra che vince non si cambia”…daje!
P.S. Ridicoli…
15 dicembre 2009 alle 17:41
trenitalia ci ha risposto che hanno tolto il treno per le poche persone?
il napoli-Roma delle 15:35 ha viaggiato ieri con 70 persone. oggi eravamo in 52
ma non lo tolgono questo…
VERGOGNA
15 dicembre 2009 alle 17:31
CARISSIMI COMPAGNI DI SVENTURE ….. DI SEGUITO TROVATE IL TESTO DI UNA LETTERA INVIATA OGGI DAL NOSTRO ANTONIO TRANI DELL’ ASSOCIAZIONE PENDOLARI ALL’ACAM CON LA QUALE SI RICHIEDE UN INCONTRO IN TEMPI BREVI PER DISCUTERE PER PROBLEMATICHE CHE RIGUARDANO SIA GLI SPOSTAMENTI NAPOLI -ROMA CHE IL NOSTRO ROMA – NAPOLI INSPIEGABILMENTE SOPPRESSO….SPERIAMO CHE CON TUTTO QUESTO GIRO DI MAIL RIUSCIAMO AD ARRIVARE A QUALCOSA…… FORZA RAGAZZI …. COMMENTATE COMMENTATE COMMENTATE …. L’UNIONE FA LA FORZA !!!!
Spett.le ACAM,
solo qualche giorno fa, il 10 dicembre u.s. per l’esattezza, siamo venuti a conoscenza del documento in allegato, nel quale l’Assessorato ai Trasporti invitava le associazioni di consumatori ed utenti ad un tavolo per la discussione del nuovo Contratto di Servizi che la regione ha sottoscritto con la società Trenitalia S.p.A..
La cosa che ci rammarica è che ne siamo venuti a conoscenza grazie all’intervento di un giornalista de Il Mattino di Napoli, che ci legge in conoscenza, il quale, molto gentilmente, ci ha inoltrato detto documento.
Nel corso dell’ultimo anno e mezzo abbiamo ripetutamente cercato di contattare l’assessorato senza però riuscirci mai. Abbiamo ottenuto per ben 2 volte un’audizione presso la Sala Consiliare della Regione Campania, accolti dall’allora Presidente del Consiglio, On. Lonardo, ma in entrambi gli incontri, seppur convocato, l’Assessore On. Cascetta, si è reso indisponibile.
Siamo un’associazione di pendolari tra le più numerose d’Italia, più volte contattata dalle maggiori testate giornalistiche nazionali, ospite in trasmissioni televisive ma mai contattata dagli organi costituzionali regionali di settore in materia di pendolarismo.
Adesso che il nuovo orario Trenitalia è entrato in vigore, i problemi che questo sta creando ai pendolari diventano ancora di più di difficile soluzione.
La partenza da Napoli dell’Intercity 586 alle 06.24, per esempio, è stata anticipata alle ore 05.55 creando seri problemi a tutti i suoi utilizzatori viste le difficoltà contingenti per raggiungere la stazione di Napoli Centrale a quell’ora del mattino a causa della mancanza di adeguati mezzi pubblici locali.
L’anticipo di 5 minuti dell’orario di partenza della linea 2 della metropolitana è un buon segnale ma assolutamente non sufficiente in quanto, detto treno, il 90% delle volte arriva a Napoli Centrale con un ritardo di 20/30 minuti accumulati già in partenza. Per non parlare di chi utilizza la Circumvesuviana per raggiungere Napoli dai paesi limitrofi.
Altro grave disagio creato dal nuovo orario, è stata la cancellazione dell’Eurostar 9601 in partenza da Roma per Napoli alle 07.25. Detto treno era prevalentemente usato da tutti i pendolari che da Roma quotidianamente si recano a Napoli per lavoro e che ora si trovano senza un treno che gli permetta di arrivare a Napoli, in orario accettabile, al proprio posto di lavoro.
L’Assopendolari, nella persona del sottoscritto, chiede un incontro urgente per cercare di trovare una soluzione, se non immediata ma comunque tempestiva, alle suddette difficoltà.
Certi di un Vostro interessamento alle problematiche descritte e in attesa di un sollecito riscontro, Vi porgo distinti saluti.
15 dicembre 2009 alle 15:37
Amici pendolari, a proposito di treni soppressi (vedi il treno AV9601 da roma a napoli delle ore 7:25) per scarsa domanda, ritenuto da Moretti e company antieconomico…
leggete l’articolo di Riccardo Bocca…
Doveva restare un segreto, una vicenda infilata nei cassetti di Trenitalia e mai più tirata fuori. Gli ingredienti per usare la parola scandalo ci sono tutti: dipendenti che utilizzano i palmari dell’azienda scaricando illegalmente dati Internet. Traffico Web che per una singola utenza (335-15164…) sfora il tetto dei 400 mila euro a bimestre, toccando il record di oltre un milione 300 mila euro tra gennaio e ottobre 2008. E in tutto questo Trenitalia Spa, gestore per le Ferrovie dello Stato del trasporto di passeggeri e merci, al 100 per cento proprietà dello Stato, che non agisce per tutto il 2008 e interviene l’anno seguente, mentre a bilancio sono già stati inseriti i (presunti) illeciti telefonici.
L’assurdo di questa storia, sgradevole per le Ferrovie ma anche per le tasche dei contribuenti, è che sarebbe finita nel dimenticatoio se lo scorso 16 novembre il dipendente di Trenitalia Alessandro Capostagno, ispettore nella struttura di controllo Audit, non avesse consegnato un esposto di due pagine alla polizia ferroviaria dell’Emilia Romagna, presentandosi il giorno dopo alla polizia postale e inviando in contemporanea le carte alla procura generale e quella laziale della Corte dei conti. Oggetto della segnalazione, episodi e comunicazioni che partono il 15 gennaio 2009, quando il responsabile dei processi commerciali Auditing di Trenitalia (Alberto Belloni) spedisce un’e-mail a Capostagno con le fatture telefoniche della divisione passeggeri. Pregandolo, “come da accordi”, di controllare gli importi ed “evidenziare tutti i numeri con consumi superiori a 150 euro”.
Capostagno, va premesso, sa bene quanto sia delicato il settore della telefonia per la sua azienda, e quanto sia scivoloso in generale per i dipendenti pubblici l’utilizzo di questi strumenti professionali. Già nel luglio 2007, avendo letto del licenziamento di un lavoratore per uso improprio del telefono aziendale, ha scritto al direttore del comparto Audit Sergio Salvati per restituire il proprio cellulare, “in mancanza di una regolamentazione chiara che gestisca l’uso di tale apparato che mi è stato consegnato come forma di benefit”. Nel frattempo, una nota organizzativa dell’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, formalizza “sia i ruoli, le attività e i referenti relativi alla razionalizzazione delle utenze, sia la gestione ordinaria dei servizi di telefonia mobile”. Ma non è semplice controllare questo traffico. Dentro il pachiderma Trenitalia, infatti, sono stati creati sei macro settori: divisione passeggeri nazionale e internazionale, passeggeri regionale, corporate (varie direzioni), cargo (carri merci), disqs (direzione ingegneria sicurezza e qualità di sistema) e dtai (direzione tecnica e acquisti industriali). Strutture affidate, sul fronte telefonico, a reti che corrispondono a due diversi operatori: Rfi (Rete ferroviaria italiana, sempre all’interno di Fs), che fornisce le utenze con il prefisso 313 per macchinisti, capitreno o altro personale viaggiante. E Tim, a cui appartengono i 335, 334 ecc. dei palmari usati dal personale addetto ai servizi commerciali (come la gestione dei biglietti). In totale, circa 50 mila telefoni che ogni giorno macinano montagne di parole e collegamenti on line: sempre leciti, in teoria. Ma nella pratica, a quanto pare, no. Impressionante, ad esempio, è il caso che avvia lo scorso gennaio l’indagine dell’Audit. Sotto osservazione, racconta l’ispettore Capostagno nel suo esposto, “è un dipendente che ha prodotto traffico telefonico per oltre un milione 300 mila euro”. Cifra indicata nelle bollette accanto a un’utenza 335, che decolla nel primo bimestre 2008 con 263 mila 883,68 euro, passa tra febbraio e marzo a 270 mila 379,56, si assesta nel terzo bimestre a 235 mila 672,68, esplode nei due mesi successivi a 432 mila 382,29 e registra in settembre-ottobre un 126 mila 113,83, prima di sprofondare nel sesto bimestre a un miserrimo 1,04 euro.
La domanda è d’obbligo: com’è possibile che un singolo dipendente, chiunque sia e qualunque incarico ricopra, accumuli un traffico tanto elevato? Le ipotesi, secondo gli esperti di telefonia, sono varie. È possibile che i ferrovieri abbiano collegato i palmari a Internet per scaricare ore di musica, film o posta personale. È possibile, anche, che dipendenti di Trenitalia abbiano avviato una fasulla associazione benefica on line, con tanto di numero verde per donazioni, versando a se stessi denari tramite i cellulari. Oppure è possibile che qualcuno abbia fatto scommesse sul Web, soddisfando passioni private con denari pubblici. Tutte soluzioni, aggiungono i tecnici, che potrebbero valere anche per le altre utenze di Trenitalia abbinate a massicci traffici telefonici.
15 dicembre 2009 alle 10:54
Io invece ho preso l’AV delle 9 e tra un ritardo e un’altro sono arrivato in ufficio alle 11 ed ho tutta la giornata d’avanti.
15 dicembre 2009 alle 10:09
grazie moretti grazie
oggi sto qui al lavoro tutto felice di aver visto il mare a formia
GRAZIE!!!!!!
15 dicembre 2009 alle 10:09
grazie moretti grazie
oggi sto q
14 dicembre 2009 alle 06:56
non sono un abbonato ma trovo scandaloso che il primo alta velocità verso Napoli parta solo alle 9.
ecco un altro esempio di “divisione” del nostro paese… come sempre le tratte verso sud (ed i lavoratori che devono viaggiare) sono penalizzate.
complimenti alle ferrovie dello stato che INVITO A RAGIONARE E A TORNARE SULLA DECISIONE “ANTIECONOMICA”
RIMETTETE UN TRENO CHE PARTA DA ROMA VERSO NAPOLI VERSO LE 7:30!!!
13 dicembre 2009 alle 19:34
Bella la sagra del carciofo. Sottoscrivo e aggiungo: visita culturale a Gricignano! Protestiamo per l’inaugurazione del nuovo tratto ad alta velocità che ci devia dalla ridente cittadina, che tante volte ha accolto il defunto 9601 in panne, per ore fermo proprio a Gricignano, ma non per usura o inefficenza di Trenitalia, bensì per regalarci mille ore spensierate e permetterci di ammirare il paesaggio circostante e respirarne l’aria salubre. Non me ne vogliano i cittadini gricignanesi, ma come faremo da adesso in poi a vivere, visto che non abbiamo nemmeno il treno 9601 delle ore 7,25, svanito nell’aria così come le soste a Gricignano, che mai più rivedremo?
Propongo fermamente di ripristinare il vecchio tratto e di rendere fissa la fermata a Gricignano. Dirò di più: che la sosta duri almeno un paio d’ore, tempo utile per scendere dal treno e, in comitiva, visitare i principali siti culturali gricignanesi.
13 dicembre 2009 alle 18:02
Il carciofo è un ingrediente caratteristico della cucina romana e laziale. Un prodotto d’eccellenza è in particolare il carciofo di Sezze Romano. Il sapore particolarmente gradevole è dovuto al clima eccezionale e alla ricchezza dei terreni dove viene coltivato, nelle zone da tempo bonificate dell’Agro Pontino. A Sezze Romano, ad aprile si tiene la sagra ad esso dedicata.
Mi auguro che per quel periodo, noi tutti ormai orfani dei volatili “appiccicati” sul vetro che rendevano un bel po’ noioso il panorama, potremmo godere appieno di questa meravigliosa bontà. Auspico per tale periodo che l’AD Moretti, sempre impegnato nel recupero delle spese superflue, possa Ordinare una fermata all’ES 9371 per consentire a chi ne abbia voglia di passare qualche momento di spensierata allegria. Sarà un po’ presto per la sagra, ma potremmo sempre raccogliere qualche carciofo da vendere poi a Napoli.
12 dicembre 2009 alle 08:53
Chissà se Alemanno legge il suo blog!!
http://duepuntozero.alemanno.it/?p=1253&cpage=1
12 dicembre 2009 alle 00:54
PENDOLARI LAMENTOSI
Siamo alle solite: sono quasi due anni che prendo il treno delle 7,25 per Napoli e sono due anni che sento sempre i pendolari lamentarsi per ogni cosa senza riuscire a capire che l’azienda pubblica più privata del Paese ci ha sempre fatto del bene.
Innanzitutto l’aumento del prezzo dell’abbobamento è stato fatto per evitarci lo stress della macchinetta per stampare il ticket quotidiano.Sai che fatica: uno si doveva svegliare almeno dieci min prima per andare alle avanzatissime self prima di salire sul treno, con il rischio poi di vedersi stampati sul ticket le date sbagliate. E quindi grazie a trenitalia che ci raddoppiato l’abbonamento ma ci ha fatto stressate di meno.
Altre lamentele sono scaturite dai continui ritardi.anche qui non avete capito,cari pendolari,che frenitalia ci ha voluto aiutare perchè facendoci arrivare più tardi in ufficio, ha ridotto il nostro effettivo orario di lavoro giornaliero. E non solo:ha fatto in modo che stando più a contatto noi sfigati lamentosi riuscissimo a portare a compimento questa aggregazione che giornalmente ci unisce ormai anche fuori dal treno. Praticamente vi vedo più tempo della mia ragazza.
Ma la lamentela più inutile è stata questa del treno soppresso: Il buon Moretti ha preferito in primis, farvi vedere il mare la mattina per rendere il viaggio più poetico e panoramico;inoltre ha voluto incrementare la nostra Unione facendoci viaggiare uno sopra l’altro.
Dal mio punto di vista solo tre cose posso rimproverare al caro Moretti:
1- non potrò più vedere le rondini finte sui pannelli al lato dei binari;
2- mi mancherà Gricignano, ridente cittadina che tante soddisfazioni ci ha dato;
3- caro Moretti non dire cazzate:il treno non è stato soppresso perchè gli indici statistici hanno rilevato bassa frequenza di viaggiatori. I tuoi indici contano solo i biglietti e non gli abbonamenti ed è chiaro che a quell’ora la mattina ci sono pochi biglietti: a quell’ora va a lavorare e chi va a lavorare ha l’abbonamento.
Ps:cari amici non speriamo in un inserimento del treno ad un orario accettabile perchè nonostante sia stato uno stillicidio fraudolento,l’orario ora è definitivo.
Ciao
Claudio
Dimenticavo:io lunedì vengo un po’ prima per fare colazione, ci vediamo alle 5.15 davanti al bar.
11 dicembre 2009 alle 15:15
“Tanto rumore x nulla”……: da circa una decina di giorni varie testate diffondono la notizia dell’arrivo dal 14 Dicembre della “METROPOLITANA CHE UNISCE L’ITALIA”…noi pendolari ci chiediamo se in Italia o in Europa esista un servizio di metropolitana che comincia il suo esercizio alle ore 9.00 del mattino? Come si puo’ cancellare un treno, quel 9601 delle 7.25 che permette tra abbonati e non (circa 120/150 persone in media) di raggiungere il proprio posto di lavoro? Costrigendoli a prendere un treno ES, quindi di categoria inferiore, pur avendo un abbonamento AltaVelocita’, che se tutto va liscio, parte 40 minuti prima per arrivare allo stesso orario??
Allora? Abbiate la decenza di restare in silenzio e non pubblicizzare un prodotto che non volete piu’ fornire!!!Tanto Rumore x nulla!!!
11 dicembre 2009 alle 13:00
che vergogna
11 dicembre 2009 alle 10:21
Buongiorno a tutti,
sono ormai tre anni che mi sposto da Roma a Napoli per lavoro, ed anche se non mi considero un vero pendolare ma più che altro un “pendolare del lunedì e del venerdì” ho appoggiato con entusiasmo l’esposto di ieri.
Mi ricordo di come non più tardi di due anni e mezzo fa, più o meno da quando ho scoperto l’ “ALTA VELOCITA’” (si fa per dire…), il biglietto costava 25 euro e l’abbonamento Intercity (il più costoso che si poteva fare) 161…
Insomma, prezzi quasi raddoppiati dopo più di due anni, raddoppiati tanto quanto il servizio (o dovrei dire “disservizio”…) offerto dal monopolista Trenitalia.
Piccola “postilla”: i treni della Vesuviana sono centomila volte più affidabili…
Un saluto.
11 dicembre 2009 alle 08:43
RAGAZZI DOBBIAMO ESSERE UNITI PIU’ CHE MAI….!!!!! CI TOLGONO IL SOLO TRENO CHE CI PERMETTE DI ARRIVARE IN TEMPI UMANI !!!!!!
L’ UNIONE FA LA FORZA….. FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE …..
E LUNEDI 14 DICEMBRE ALLE ORE 06.30 TUTTI AL BINARIO DELL’ EURO STAR DELLE 06.45 !!!!!!
ACCORRETE NUMEROSI….. LO FACCIAMO PER IL NOSTRO INTERESSE !!!!!
12 dicembre 2009 alle 13:57
la scelta di trenitalia è incredibile!
sono con voi.
ci vediamo alle 6:30.